Normativa

Paesaggio urbano architettonico di Italia.
Italia Dalla redazione normativa

Scheda paese

Italia

Regione: eu · Valuta delle sanzioni:EUR

Il quadro normativo italiano comprende la Legge Stanca del 2004 (la più antica legge europea sull'accessibilità digitale), il D.Lgs. 106/2018 di recepimento della WAD e il D.Lgs. 82/2022 di recepimento dell'EAA, in vigore dal 28 giugno 2025. La Legge 67/2006 e la CRPD fungono da garanzia trasversale.

Leggi in sintesi

Settore pubblico

Legge Stanca (L. 4/2004)

Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (Legge Stanca)

Approvata 2004 · Autorità di vigilanza:Agenzia per l'Italia Digitale (AgID)

La più antica legge nazionale dell'UE sull'accessibilità digitale, emanata dodici anni prima della WAD. Impone obblighi vincolanti di accessibilità ai siti web e ai sistemi informativi del settore pubblico; aggiornata più volte per allinearsi a EN 301 549 e alla WAD.

Settore pubblico · Transposes Directive (EU) 2016/2102 (WAD)

Decreto Legislativo 106/2018 (D.Lgs. 106/2018)

Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 106

Approvata 2018 · Autorità di vigilanza:Agenzia per l'Italia Digitale (AgID)

Modifica la Legge Stanca per adeguarla pienamente alla WAD: dichiarazioni di accessibilità, conformità EN 301 549, metodologia di monitoraggio AgID e procedura di feedback/ricorso.

Settore privato · Transposes Directive (EU) 2019/882 (EAA)

Decreto Legislativo 82/2022 (D.Lgs. 82/2022)

Decreto Legislativo 27 maggio 2022, n. 82

Approvata 2022 · In vigore dal2025 · Autorità di vigilanza:Agenzia per l'Italia Digitale (AgID)

Recepisce la Direttiva europea sull'accessibilità. Gli obblighi sostanziali per le imprese sono entrati in vigore il 28 giugno 2025. Sanzione amministrativa massima: 40.000 € per violazione.

Pubblico + privato

Legge contro la discriminazione delle persone con disabilità (L. 67/2006)

Legge 1 marzo 2006, n. 67

Approvata 2006 · Autorità di vigilanza:Tribunali civili ordinari; supporto UNAR

Divieto trasversale di discriminazione per disabilità, inclusa la discriminazione indiretta per inaccessibilità. Attribuisce un diritto di azione civile con tutela inibitoria e risarcimento del danno.

Pubblico + privato

Ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (L. 18/2009)

Legge 3 marzo 2009, n. 18

Approvata 2009

Ratifica la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e il suo Protocollo opzionale; conferisce alla convenzione efficacia diretta nell'ordinamento giuridico italiano.

Pubblico + privato

Costituzione della Repubblica Italiana, articoli 2 e 3

Costituzione della Repubblica Italiana, artt. 2 e 3

Approvata 1948

L'articolo 2 tutela i diritti inviolabili della persona; l'articolo 3 garantisce l'uguale dignità sociale e l'uguaglianza davanti alla legge, imponendo alla Repubblica il dovere positivo di rimuovere gli ostacoli alla piena partecipazione.

Autorità di vigilanza

Agenzia per l'Italia Digitale (AgID)

Autorità nazionale per l'accessibilità digitale ai sensi della Legge Stanca, del D.Lgs. 106/2018 (WAD) e del D.Lgs. 82/2022 (EAA). Pubblica le Linee guida sull'accessibilità, gestisce la metodologia di monitoraggio per siti web e app del settore pubblico, ospita il registro nazionale delle dichiarazioni di accessibilità ed è l'autorità di sorveglianza del mercato EAA per prodotti e servizi.

www.agid.gov.it

Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR)

Organismo di parità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nonostante il nome storico, il mandato dell'UNAR è stato esteso per direttiva ministeriale a tutti i motivi protetti, inclusa la disabilità. Fornisce raccolta dei reclami, mediazione e supporto legale nelle cause di discriminazione per disabilità, comprese le istanze di inaccessibilità digitale ai sensi della Legge 67/2006.

www.unar.it

Garante per la protezione dei dati personali (Garante Privacy)

Autorità italiana per la protezione dei dati. La competenza si attiva quando accessibilità e tutela dei dati si sovrappongono — banner sui cookie inaccessibili, informative sulla privacy inaccessibili, interfacce per l'esercizio dei diritti degli interessati inaccessibili. Collabora con AgID sull'accessibilità dei flussi di consenso ai sensi dell'articolo 7 del GDPR.

www.garanteprivacy.it

Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (Osservatorio)

Organo consultivo multi-stakeholder istituito dalla Legge 18/2009. Punto focale italiano ai sensi dell'articolo 33 della Convenzione CRPD. Riunisce rappresentanti delle organizzazioni di persone con disabilità, ministeri, regioni e parti sociali; coordina il piano biennale di azione sulla disabilità.

Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM)

Regolatore settoriale per le comunicazioni elettroniche e i servizi di media audiovisivi. Collabora con AgID sulle categorie di servizi EAA che si sovrappongono al proprio ambito — accessibilità dei servizi di comunicazione elettronica, accesso ai servizi di media audiovisivi e accessibilità delle comunicazioni di emergenza ai sensi del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche.

www.agcom.it

Il regime italiano di accessibilità digitale si fonda su una base più antica di quella di qualsiasi altro Stato membro dell'UE: la Legge Stanca del 9 gennaio 2004 (Legge 9 gennaio 2004, n. 4) è entrata in vigore oltre un decennio prima dell'esistenza della Direttiva sull'accessibilità web. Due successivi decreti di recepimento si sono innestati su di essa — il D.Lgs. 106/2018 per la WAD e il D.Lgs. 82/2022 per la EAA — facendo del quadro normativo italiano uno dei più longevi e completi codici di accessibilità dell'UE. Gli obblighi sostanziali per il settore privato sono entrati in vigore il 28 giugno 2025, con sanzioni amministrative che raggiungono i 40.000 € per violazione.

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Strumenti fondamentali in vigore
Cost. artt. 2 e 3 · Legge Stanca 4/2004 · D.Lgs. 106/2018 (WAD) · D.Lgs. 82/2022 (EAA) · Legge 67/2006 · Legge 18/2009 (CRPD).
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Autorità di vigilanza
AgID, UNAR, il Garante Privacy, l'Osservatorio Nazionale e AGCOM — ciascuno con una competenza definita nell'ambito del sistema di sorveglianza sull'accessibilità.
40.000 €
Sanzione amministrativa massima
Importo massimo per violazione ai sensi del D.Lgs. 82/2022 (EAA). La non conformità reiterata o sistemica può comportare sanzioni consecutive per ogni linea di prodotto o punto di accesso al servizio.

Il fondamento costituzionale e pattizio

La Costituzione del 1948 radica i diritti delle persone con disabilità in due disposizioni. L'articolo 2 («La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo») garantisce i diritti inviolabili della persona. L'articolo 3 garantisce l'uguale dignità sociale e l'uguaglianza davanti alla legge, e impone alla Repubblica il dovere attivo di rimuovere gli ostacoli sociali ed economici che impediscono la piena partecipazione. La Corte Costituzionale ha ripetutamente interpretato l'articolo 3, comma 2, come un obbligo positivo che giustifica misure di azione affermativa per le persone con disabilità, anche in ambito digitale.

L'Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità attraverso la Legge 18/2009, che ha ratificato anche il Protocollo opzionale. La CRPD ha efficacia diretta ai sensi dell'articolo 117 ed è regolarmente citata nelle decisioni dei tribunali amministrativi e della Corte di Cassazione in materia di accessibilità. L'Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, istituito dalla Legge 18/2009, è il punto focale italiano ai sensi dell'articolo 33 della CRPD.

Accessibilità del settore pubblico: la Legge Stanca e il percorso WAD

La Legge StancaLegge 9 gennaio 2004, n. 4 — è lo strumento fondante e il più antico statuto nazionale europeo sull'accessibilità digitale. Emanata il 9 gennaio 2004, precede la Direttiva (UE) 2016/2102 di dodici anni e ha originariamente imposto obblighi vincolanti di accessibilità ai siti web e ai sistemi informativi della pubblica amministrazione italiana, compresi enti statali, regioni, province, comuni, imprese del settore pubblico e concessionari di servizi pubblici. La legge è stata aggiornata più volte — in modo più significativo con il D.Lgs. 106/2018, che l'ha pienamente adeguata alla WAD e ne ha esteso l'ambito alle applicazioni mobili e ad alcuni operatori del settore privato che erogano servizi di interesse pubblico.

Dal quadro successivo al 2018 derivano tre obblighi concreti:

  • Conformità. I siti web e le applicazioni mobili devono essere conformi a EN 301 549 (attualmente v3.2.1, che integra WCAG 2.1 Livello AA). Le Linee guida sull'accessibilità degli strumenti informatici di AgID fissano il livello a WCAG 2.1 AA in attesa dell'aggiornamento di EN 301 549 a WCAG 2.2.
  • Dichiarazione di accessibilità. Ogni soggetto rientrante nell'ambito di applicazione deve pubblicare, in italiano, una dichiarazione di accessibilità strutturata che copra lo stato di conformità, i contenuti non rientranti nell'ambito e il meccanismo di reclamo. La dichiarazione è depositata nel registro nazionale AgID.
  • Procedura di feedback e ricorso. Gli utenti devono poter presentare reclami in materia di accessibilità; i reclami irrisolti possono essere inoltrati ad AgID, che funge da organismo nazionale di applicazione della WAD.

L'autorità di vigilanza è l'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), istituita nel 2012 per succedere a DigitPA. AgID pubblica i rapporti periodici di monitoraggio ai sensi della Decisione di esecuzione (UE) 2018/1523, conduce le verifiche semplificate e approfondite e gestisce il registro nazionale delle dichiarazioni di accessibilità. I suoi rapporti 2023–2025 hanno evidenziato una persistente non-conformità nei siti web regionali e comunali e nei portali sanitari regionali — un dato rilevante alla luce dei oltre 7.900 comuni italiani.

La Legge Stanca incorpora la più peculiare norma italiana sugli appalti in materia di accessibilità: ai sensi dell'articolo 4, la pubblica amministrazione deve includere i requisiti di accessibilità nei bandi ICT, e i contratti aggiudicati senza tali requisiti possono essere dichiarati nulli su ricorso dinanzi ai tribunali amministrativi. Questa norma — più antica degli equivalenti nelle direttive europee sugli appalti — è stata utilizzata nel contenzioso dinanzi ai TAR (tribunali amministrativi regionali) per annullare diversi appalti pubblici informatici.

Accessibilità del settore privato: il percorso EAA attraverso il D.Lgs. 82/2022

La Direttiva europea sull'accessibilità — Direttiva (UE) 2019/882 — è stata recepita nell'ordinamento italiano dal D.Lgs. 27 maggio 2022, n. 82. L'Italia è stata tra i primi Stati membri dell'UE a completare il recepimento dell'EAA, entro il termine del 28 giugno 2022; gli obblighi sostanziali per le imprese sono entrati in vigore nella data unificata a livello UE del 28 giugno 2025, con atti di attuazione secondari emanati nel corso del 2023 e del 2024.

Il D.Lgs. 82/2022 copre l'intero ambito di prodotti e servizi della direttiva:

  • Prodotti: hardware informatico e sistemi operativi; terminali self-service (ATM, biglietterie automatiche, chioschi per il check-in); apparecchiature terminali consumer per servizi di media audiovisivi o comunicazioni elettroniche; e-reader.
  • Servizi: comunicazioni elettroniche; accesso ai servizi di media audiovisivi; elementi del trasporto passeggeri aereo, su autobus, ferroviario e marittimo; servizi bancari al consumo; e-book e software dedicato; commercio elettronico.

Il decreto recepisce l'esenzione per le microimprese prevista dalla direttiva: le imprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro sono esenti dagli obblighi lato servizi, ma non da quelli lato prodotti. Il periodo transitorio per i terminali già in uso al 28 giugno 2025 si estende fino al 28 giugno 2045 o fino al termine della vita utile, se precedente.

L'autorità di sorveglianza del mercato ai sensi del D.Lgs. 82/2022 è AgID, che cumula il ruolo pubblico lato WAD con quello privato lato EAA sotto un'unica autorità — una scelta istituzionale relativamente insolita nell'UE (la maggior parte degli Stati membri ha separato le due funzioni). AgID collabora con AGCOM per le comunicazioni elettroniche e i servizi audiovisivi, con la Banca d'Italia per i servizi bancari al consumo e con le autorità regionali di sorveglianza del mercato per le categorie di prodotti che si sovrappongono alla sicurezza generale dei prodotti. La sorveglianza transfrontaliera segue il Regolamento (UE) 2019/1020 tramite ICSMS.

Il sistema di garanzia trasversale: la Legge 67/2006

La Legge 1 marzo 2006, n. 67 è la legge italiana dedicata alla non discriminazione delle persone con disabilità. Vieta la discriminazione diretta e indiretta, incluso il rifiuto di fornire accomodamenti ragionevoli, e attribuisce un diritto di azione civile dinanzi ai tribunali ordinari. I rimedi comprendono la tutela inibitoria, il risarcimento dei danni materiali e non materiali e la pubblicazione della sentenza a spese del convenuto.

La Legge 67/2006 è diventata il principale strumento per il contenzioso italiano sull'accessibilità digitale contro gli operatori del settore privato nel periodo precedente all'entrata in vigore degli obblighi EAA il 28 giugno 2025. Nell'ultimo decennio sono stati decisi a favore del ricorrente diversi casi di rilievo riguardanti app bancarie inaccessibili, checkout di e-commerce e portali di iscrizione universitaria, con risarcimenti tipicamente compresi tra 1.000 e 10.000 € per ricorrente e ordini ingiuntivi che richiedono la remediation entro 6–12 mesi. La legge si affianca al regime di sanzioni amministrative dell'EAA: AgID applica l'obbligo di diritto pubblico, mentre i singoli o le associazioni rappresentative esperiscono le azioni civili.

L'UNARUfficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali — è stato creato nel 2003 per la discriminazione razziale, ma il suo mandato è stato esteso per direttiva ministeriale a tutti i motivi protetti, inclusa la disabilità. L'UNAR fornisce raccolta dei reclami, mediazione e supporto legale; non emette decisioni vincolanti nelle cause di discriminazione per disabilità, ma opera come organismo di parità per i reclami connessi alla CRPD ed è un frequente interveniente nei procedimenti dinanzi ai TAR e ai tribunali ordinari in materia di accessibilità.

Standard tecnici e conformità

Il livello di conformità su entrambi i binari è ancorato al medesimo standard armonizzato dell'UE, EN 301 549, attualmente alla versione 3.2.1. Esso incorpora WCAG 2.1 Livello AA come requisito base di conformità per i contenuti web e aggiunge requisiti per le applicazioni mobili, il software nativo, i documenti non web, l'hardware e le funzionalità di comunicazione. L'aggiornamento per integrare WCAG 2.2 è in corso presso ETSI e CEN-CENELEC; la tabella di marcia di AgID indica che le linee guida italiane si allineeranno alla nuova versione secondo un calendario transitorio una volta che lo standard armonizzato sarà ripubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'UE.

Le linee guida AgID del 2023 sulla valutazione della conformità EAA definiscono le procedure, il modello della Dichiarazione di conformità UE, i requisiti del fascicolo tecnico, l'interazione con la marcatura CE e il regime linguistico. Le dichiarazioni possono essere redatte in italiano o in un'altra lingua ufficiale dell'UE con traduzione italiana su richiesta. La Lingua dei Segni Italiana (Lingua dei Segni Italiana, LIS) è stata valorizzata nella legislazione italiana sulla disabilità, ma non è ancora riconosciuta come lingua ufficiale a pieno titolo — una questione dibattuta a lungo ancora aperta in Parlamento al 2026, con implicazioni per i requisiti di accessibilità dei servizi di media audiovisivi ai sensi dell'EAA.

Sanzioni — l'intero livello di esposizione

Un errore comune nella stima del budget per la conformità è leggere il massimale di 40.000 € previsto dal D.Lgs. 82/2022 in modo isolato e concludere che la non conformità EAA in Italia sia poco costosa. Non è così. Il dato della sanzione è il piano inferiore di uno stack di esposizione a cinque livelli: (1) sanzioni amministrative ai sensi della Legge Stanca, del D.Lgs. 106/2018 e del D.Lgs. 82/2022; (2) danni civili ai sensi della Legge 67/2006, senza massimale legale; (3) esclusione dagli appalti pubblici ai sensi del D.Lgs. 36/2023; (4) esposizione a tutela dei consumatori e class action; e (5) procedure di infrazione della Commissione UE nei confronti dello Stato italiano. Tutti gli importi di seguito sono in euro.

Livello 1 — sanzioni amministrative ai sensi dei tre testi normativi

L'articolo 30 dell'EAA richiede sanzioni «efficaci, proporzionate e dissuasive». Il recepimento italiano fissa la sanzione amministrativa massima per violazione a 40.000 € — un valore intermedio nel panorama UE: inferiore al massimale spagnolo di 1.000.000 € previsto dalla Ley 11/2023, sostanzialmente allineato al tetto francese di 50.000 € per prodotto, inferiore ai 100.000 € tedeschi previsti dal BFSG §37 e paragonabile alla fascia bulgara di 25.000–100.000 € ai sensi dello ZHU modificato dall'EAA.

Fasce di sanzioni amministrative italiane per testo normativo e tipo di violazione. Tutti gli importi in EUR.
Testo normativoTipo di violazioneFascia di sanzioneAggravanti
Legge Stanca / D.Lgs. 106/2018 (WAD)Mancata pubblicazione o manutenzione della dichiarazione di accessibilità del settore pubblico500 € – 2.500 €Raddoppia al secondo illecito; ordine di intervento correttivo obbligatorio
Legge Stanca / D.Lgs. 106/2018 (WAD)Non conformità sostanziale di un sito web o di un'app del settore pubblico1.000 € – 5.000 €Raddoppia al secondo; triplica al terzo; ordine di intervento correttivo obbligatorio
D.Lgs. 82/2022 (EAA) — lieveViolazioni procedurali o documentali (informazioni sull'accessibilità mancanti, lacune nel fascicolo tecnico, notifica tardiva dell'intervento correttivo)2.500 € – 10.000 €Abbinata all'ordine obbligatorio di intervento correttivo
D.Lgs. 82/2022 (EAA) — graveNon conformità sostanziale di un prodotto o servizio rientrante nell'ambito di applicazione10.000 € – 25.000 €La recidiva raddoppia la sanzione
D.Lgs. 82/2022 (EAA) — gravissima / reiterataNon conformità reiterata o sistemica, false Dichiarazioni di conformità UE, rifiuto di cooperare con la sorveglianza del mercato AgIDfino a 40.000 € per violazioneOrdini correttivi; ritiro del prodotto; divieti di accesso al mercato; segnalabilità a ICSMS
Legge 67/2006Discriminazione per disabilità (inaccessibilità digitale inquadrata come discriminazione)Danni civili (senza massimale legale); tutela inibitoria; pubblicazione della sentenzaLa condotta reiterata è fortemente aggravante; i risarcimenti per impatto collettivo si sommano per ricorrente

Il massimale di 40.000 € è per violazione — un operatore con più prodotti o servizi può incorrere in sanzioni consecutive per ogni linea di prodotto o punto di accesso al servizio non conforme, con aggravanti di fascia alta (ordini di ritiro, divieti di accesso al mercato, segnalabilità a ICSMS) che producono spesso un'esposizione economica di svariati ordini di grandezza superiore alla sanzione nominale.

Livello 2 — danni civili ai sensi della Legge 67/2006 (senza massimale)

I ricorrenti ai sensi della Legge 67/2006 possono proporre domande civili di risarcimento dei danni materiali e non materiali dinanzi ai tribunali ordinari. Il diritto italiano dei fatti illeciti non prevede massimali legali per i danni non materiali; i tribunali li determinano in base alla gravità e alla durata della condotta, alla dimensione e alle risorse del convenuto e alle implicazioni di interesse pubblico più ampie. I risarcimenti nelle cause italiane di discriminazione per disabilità nell'ultimo decennio sono tipicamente compresi tra 1.000 e 10.000 € per ricorrente, con cause di rilievo contro grandi banche, operatori di telecomunicazioni e amministrazioni universitarie che hanno raggiunto i 15.000–30.000 € per ricorrente laddove l'impatto collettivo fosse ben documentato. La legge legittima altresì le associazioni rappresentative di diritti per la disabilità a proporre azioni per conto dei gruppi interessati, amplificando i risarcimenti per ricorrente fino a responsabilità di dimensione class action.

Livello 3 — esclusione dagli appalti pubblici

Il Codice dei contratti pubblici italiano (D.Lgs. 36/2023) impone alle stazioni appaltanti di includere i requisiti di accessibilità nelle specifiche tecniche e consente l'esclusione dei concorrenti che abbiano commesso «gravi illeciti professionali» — categoria che comprende i provvedimenti definitivi ai sensi della Legge 67/2006 e le decisioni sanzionatorie significative ai sensi del D.Lgs. 82/2022. Per i fornitori che vendono al settore pubblico italiano, la perdita dell'idoneità a concorrere in un appalto attivo (i tipici contratti ICT della pubblica amministrazione centrale vanno da alcune centinaia di migliaia a decine di milioni di euro) supera ordinariamente la sanzione sottostante di uno o due ordini di grandezza. L'articolo 4 della Legge Stanca rimane in vigore come base parallela per le eccezioni di nullità a livello di gara dinanzi ai TAR.

Livello 4 — tutela dei consumatori e class action

Il Codice del Consumo italiano (D.Lgs. 206/2005), come modificato per recepire la Direttiva (UE) 2020/1828 sulle azioni rappresentative, prevede uno strumento di class action che le associazioni dei consumatori e gli enti legittimati possono utilizzare per proporre domande collettive per conto dei consumatori colpiti dall'inaccessibilità. I risarcimenti per questa via sono rimasti rari nella prassi italiana, ma il loro ricorso è in aumento; l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha segnalato un interesse crescente per l'accessibilità dei servizi digitali nell'ambito del proprio mandato sulle pratiche commerciali scorrette a partire dal 2024.

Livello 5 — procedure di infrazione della Commissione UE (a livello statale)

L'importo più elevato nel panorama UE non è una sanzione a carico di un'impresa — è la somma forfettaria e la penalità giornaliera che la CGUE può imporre a uno Stato membro ai sensi dell'articolo 260, paragrafo 2, TFUE. La comunicazione della Commissione del 2025 sulle sanzioni finanziarie fissa la somma forfettaria minima indicativa per l'Italia a 10.944.000 €, con pagamenti di penalità giornaliere da una base di circa 11.000–73.000 € al giorno moltiplicata per coefficienti di gravità e durata. L'esposizione dell'Italia alle procedure di infrazione legate alla CRPD è stata finora limitata, ma la revisione biennale della WAD da parte della Commissione e la prima revisione ciclica dell'EAA (attesa per il 2027–28) traducono il mancato recepimento a livello subnazionale in pressioni a livello statale.

La visione realistica del budget per il 2026

Per un sito web del settore pubblico italiano che non supera la metodologia di monitoraggio AgID, l'esposizione tipica è un ordine di intervento correttivo più una sanzione nella fascia 500–5.000 €. Per una violazione EAA del settore privato, è un intervento correttivo più una sanzione nella fascia 10.000–25.000 €, con la fascia molto grave che raggiunge il massimale di 40.000 € per violazione per i casi sistemici. Per gli operatori che vendono al settore pubblico italiano, il livello 3 (esclusione dagli appalti) è tipicamente l'esposizione economica dominante. Per qualsiasi prodotto o servizio con portata transfrontaliera, una decisione AgID innesca procedimenti ICSMS paralleli in tutta l'UE.

Precedenti applicativi e prospettive

L'applicazione nel settore pubblico ai sensi della Legge Stanca è stata costante ma disomogenea nella complessa geografia decentrata italiana. AgID privilegia gli ordini di intervento correttivo in prima istanza, riservando le sanzioni amministrative ai trasgressori recidivi. Il primo gruppo di decisioni sanzionatorie ai sensi della Legge Stanca impugnate dinanzi ai TAR (2023–2025) ha prodotto una divisione pressoché paritaria tra conferma integrale e riduzione parziale della sanzione.

L'applicazione nei confronti del settore privato ai sensi del D.Lgs. 82/2022 è iniziata soltanto il 28 giugno 2025 e rimane nel suo primo ciclo di sorveglianza a metà 2026. Il piano di lavoro 2025–2026 pubblicato da AgID dà priorità all'accessibilità delle app bancarie, all'accessibilità dei checkout di e-commerce, alle biglietterie automatiche self-service nei principali hub di trasporto (Trenitalia, ATAC, ATM Milano) e ai dispositivi e-reader immessi sul mercato italiano. Il primo giro di decisioni sanzionatorie è atteso nel secondo semestre del 2026; si prevede che AgID concederà agli enti regolamentati una finestra di intervento correttivo di 60–90 giorni prima di irrogare sanzioni, salvo casi eclatanti.

Il contenzioso ai sensi della Legge 67/2006 è stato il filone applicativo più attivo nell'ultimo decennio. Le decisioni del 2024 e del 2025 contro i principali istituti bancari italiani e diverse piattaforme di iscrizione universitaria hanno prodotto risarcimenti nella fascia 5.000–25.000 € per ricorrente, con ordini ingiuntivi che richiedono la remediation entro 6–12 mesi e la pubblicazione della sentenza sui quotidiani nazionali. La giurisprudenza della Corte di Cassazione in materia di accessibilità tende ad ampliare l'«accomodamento ragionevole» come dovere positivo degli operatori privati di servizi di interesse pubblico.

Le novità in arrivo nel 2026–27

Tre sviluppi da tenere d'occhio. In primo luogo, le linee guida secondarie AgID sui contenuti del fascicolo tecnico EAA, la valutazione della conformità e la designazione degli organismi notificati continuano a essere operative nel corso del 2026, con diversi aggiornamenti in bozza sottoposti a consultazione all'inizio del 2026. In secondo luogo, il lungo dibattito sul riconoscimento formale della Lingua dei Segni Italiana (LIS) come lingua ufficiale rimane nell'agenda legislativa; l'approvazione avrebbe un impatto diretto sui requisiti di accessibilità dei servizi di media audiovisivi e dei servizi di comunicazione di emergenza ai sensi dell'EAA e del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche. In terzo luogo, l'aggiornamento di AgID delle linee guida nazionali per allinearle a WCAG 2.2 è atteso una volta che EN 301 549 sarà formalmente ripubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'UE — prevista per il 2026.

Il prossimo rapporto periodico dell'Italia al Comitato CRPD è previsto per il 2027, e l'attuazione dell'accessibilità ai sensi della Legge Stanca, del D.Lgs. 106/2018 e del D.Lgs. 82/2022 sarà al centro del prossimo ciclo di Osservazioni conclusive. Il piano biennale 2024–2028 italiano sulla disabilità — adottato dall'Osservatorio Nazionale e approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri — coordina l'attuazione tra AgID, UNAR, AGCOM e il Garante Privacy.

La checklist pratica di conformità per il 2026

Se gestite un sito web o un'app del settore pubblico italiano: pubblicate o aggiornate la vostra dichiarazione di accessibilità secondo il modello AgID; verificate la conformità WCAG 2.1 AA tramite EN 301 549 v3.2.1; sottoponetevi al monitoraggio AgID quando richiesto; assicuratevi che le specifiche degli appalti ai sensi del D.Lgs. 36/2023 e dell'articolo 4 della Legge Stanca contengano requisiti di accessibilità vincolanti.

Se immettete sul mercato italiano un prodotto soggetto all'EAA: predisponete il fascicolo tecnico ai sensi delle linee guida AgID del 2023; apponete la marcatura CE ove applicabile; redigete la Dichiarazione di conformità UE in italiano (o in un'altra lingua UE con traduzione italiana su richiesta); collaborate con la sorveglianza del mercato AgID.

Se erogate in Italia un servizio soggetto all'EAA: pubblicate un avviso strutturato «informazioni per i consumatori» in italiano; allineatevi a WCAG 2.1 AA e ai requisiti EN 301 549 per i servizi; designate un unico punto di contatto per i reclami; documentate la vostra valutazione della conformità.

Il filo conduttore

L'Italia combina il più antico statuto nazionale europeo sull'accessibilità digitale (la Legge Stanca, 2004) con uno dei recepimenti EAA più precoci dell'UE (D.Lgs. 82/2022, in vigore dal 28 giugno 2025). Il quadro normativo è completo sulla carta; la questione applicativa persistente è se la metodologia di monitoraggio AgID, integrata dal contenzioso civile ai sensi della Legge 67/2006 e dal ruolo di organismo di parità dell'UNAR, possa colmare il divario di conformità nelle amministrazioni sub-nazionali decentrate italiane. Il massimale EAA di 40.000 € per violazione è nella media dell'UE, ma l'esclusione dagli appalti e i danni civili senza massimale che si sovrappongono sono la sede dell'esposizione economica reale.

Per saperne di più su Disability World consultate le voci su Direttiva europea sull'accessibilità, Direttiva sull'accessibilità web, WCAG 2.1, EN 301 549 e Convenzione ONU CRPD.