Leggi

CRPD

Vedi anche: UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities, Convention on the Rights of Persons with Disabilities, United Nations CRPD

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (2006). Il trattato internazionale sui diritti umani ratificato da oltre 180 paesi; il quadro di riferimento a cui riconduce ogni normativa regionale sull'accessibilità.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità — CRPD — è il trattato internazionale sui diritti umani che ha sancito i diritti delle persone con disabilità come impegno globale. Adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2006 ed entrata in vigore nel maggio 2008, la CRPD è stata ratificata da oltre 180 paesi (compresi tutti gli Stati membri dell’UE e l’UE stessa; gli Stati Uniti l’hanno firmata nel 2009 ma non l’hanno mai ratificata).

La CRPD è il documento a cui ogni normativa regionale sull’accessibilità riconduce la propria genealogia filosofica. Leggerla è il percorso più breve per comprendere perché le normative sull’accessibilità esistano.

Cosa fa la CRPD

La Convenzione conta 50 articoli. Quelli sostanziali coprono:

  • Principi generali (Articolo 3) — non discriminazione, piena partecipazione, accessibilità, pari opportunità.
  • Uguaglianza e non discriminazione (Articolo 5).
  • Donne con disabilità (Articolo 6).
  • Minori con disabilità (Articolo 7).
  • Sensibilizzazione (Articolo 8).
  • Accessibilità (Articolo 9) — l’articolo più rilevante per il digitale. Gli Stati Parte devono adottare misure appropriate per garantire l’accesso su base paritaria alle informazioni, alle comunicazioni e alla tecnologia, inclusa Internet.
  • Diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza (Articoli 10-14).
  • Vita indipendente, mobilità, privacy (Articoli 19-22).
  • Istruzione (Articolo 24).
  • Salute, lavoro, protezione sociale (Articoli 25-28).
  • Partecipazione alla vita politica e pubblica (Articolo 29).
  • Partecipazione alla vita culturale, ricreativa e sportiva (Articolo 30).

Gli Articoli 31-39 riguardano il monitoraggio, le statistiche, la cooperazione internazionale e gli obblighi di rendicontazione.

L’Articolo 9 in dettaglio

L’Articolo 9 è la parte direttamente citata dalle normative sull’accessibilità digitale. Richiede agli Stati Parte di:

…adottare misure appropriate per garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione…

La CRPD non specifica standard tecnici — questo è lasciato alle normative nazionali. Tuttavia stabilisce l’accessibilità come diritto umano fondamentale, conferendo peso politico alla Direttiva sull’accessibilità dei siti web (WAD), alla modernizzazione dell’ADA, all’AODA e a decine di altre normative nazionali.

Il Protocollo Facoltativo

Un separato Protocollo Facoltativo consente a individui o gruppi di presentare reclami al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità una volta esauriti i rimedi interni. Circa la metà dei paesi firmatari della CRPD ha ratificato anche il Protocollo Facoltativo. Le «osservazioni» del Comitato sui singoli reclami hanno carattere quasi giudiziario; non sono direttamente applicabili nei tribunali nazionali ma esercitano un peso politico e diplomatico.

Come la CRPD si interseca con l’accessibilità operativa

Per il lavoro di ingegneria quotidiano, la CRPD non viene in genere invocata direttamente — i team fanno riferimento alla WAD, all’EAA, all’ADA o all’AODA a seconda della giurisdizione. Ma quando un regolatore o un tribunale deve interpretare ambiguità in quelle normative nazionali, ricorre alla CRPD come punto di riferimento interpretativo.

Per l’advocacy sui diritti umani e il contenzioso strategico, la CRPD è il quadro di riferimento di partenza: è la ragione per cui l’accesso delle persone con disabilità è una questione di diritti, non di beneficenza.